L’iniziativa vuole promuovere quell’assistenza che pone al centro la donna, il nascituro e chi è accanto alla donna nel momento del parto. In particolare, ciò che chiede il movimento è che la donna debba essere considerata titolare del diritto di autodeterminazione, come lo sono tutti gli assistiti che accedono ai servizi sanitari (pur ricordando che la partoriente non è malata e che, stando alle ultime evidenze scientifiche, la sala parto, attualmente, non è esattamente il setting più adeguato, nel caso di gravidanza normale ), durante tutto il periodo del ricovero in tale luogo. vi aspettiamo.






